IL LARIO MOON

Una storia del lago di Como

Il mostro del lago

Non un mito celtico e neppure una leggenda norrena… solo un racconto fantastico tramandato dai nonni.

Nella loro storia, in un ramo del lago di Como, nelle sue profonde e gelide acque, vive una magica creatura ed ora, con gli occhi ed il cuore di un bambino, immagina il racconto della sua nascita e di come è giunto sino a qui.

È difficile avvistarlo ma fai attenzione, custodisce un segreto, un segreto che un giorno sarà svelato.

STORIA

FABRIZIO CHIERICHETTI

REVISIONE

DANIELE GIRTANNER

DISEGNI E COLORI

PABRYODA

TRADUZIONE

MAIA PASTORI

SASCIA PASTORI

C’era una volta la Luna.

Era diversa da quella conosciuta.

Era viva e possedeva una sua anima.

Brillava d’amore per tutti gli uomini.

E quando gli uomini, nelle notti di luna piena, ne ammiravano la luce, percepivano nel proprio cuore che lei ancora guardava meravigliata il pianeta attorno al quale ruotava.

Ed in quel gioco di meraviglia s’innamorò di un piccolo lago incastonato in mezzo ad alte montagne e dello specchio d’acqua nel quale ogni notte si rifletteva.

Dall’alto le pareva un piccolo fiore con tre petali.

L’avrebbe voluto portare a sé, come faceva con i mari, ma ogni suo sforzo fu sempre vano.

Ma il tempo, invidioso di quella bellezza, inesorabilmente la condusse verso i suoi ultimi sospiri.

Pianse una lacrima di Luna.

L’astro azzurro nella sua compassione catturò quella lacrima trascinandola a sé fino a quando, a contatto con l’atmosfera, ne consumò l’acqua che la circondava lasciando che il suo nucleo, duro come il diamante, precipitasse a folle velocità.

Come due amanti, dopo tanta attesa, il lago e la lacrima coronarono la loro struggente storia d’amore.

Fu in quel lago, che oggi gli uomini identificano come il triangolo lariano, che, in quel lontanissimo passato, una lacrima di luna portò in dono agli uomini la sua meraviglia.

L’impatto di quel sogno d’amore scosse le placide acque e le onde travolsero le sponde del lago in miliardi di gocce che entrarono nei cuori degli uomini.

Infine, si adagiò sul fondo del lago, provocando una profonda spaccatura e, finalmente, quel guscio d’uovo si frantumò liberando la sua creatura.

Le acque del lago, gelide e buie, come fossero nello spazio profondo, cullarono il piccolo frutto di quell’amore impossibile agli occhi degli uomini.

La luna del Lario, timida come sua madre, gioca gioiosa nelle profondità del lago.

Ha grandi occhi ed un immenso corpo.

Di giorno nuota leggera e, nascosta dai raggi del Sole, riesce a nascondere la sua malinconia.

Attende la notte, il Lario Moon, per scivolare in silenzio verso la superficie e rivolgere lo sguardo alla luce della luna tanto amata.

Nelle notti di luna piena, quando la Luna, ormai senz’anima, risplende in tutta la sua bellezza, il Lario Moon si incanta alla ricerca di quei raggi che illuminano il lago di Como incastonato e protetto dalle alte vette che lo circondano.

E in quelle notti il Lario Moon compie il suo balzo verso il cielo, sempre più in alto, nella speranza di arrivare alla sua silenziosa madre luna, donandole il più dolce dei suoi baci di cucciolo.